La tredicesima 2026 spetta a tutti i lavoratori dipendenti e si riceve di norma con lo stipendio di dicembre, entro le festività natalizie. Si calcola dividendo la retribuzione mensile per dodici e moltiplicando il risultato per i mesi lavorati nell’anno. Il netto è quasi sempre più basso di uno stipendio normale, perché sulla tredicesima si pagano contributi e IRPEF ma non si applicano le detrazioni.
In questa guida vediamo quando arriva, come si calcola con un esempio pratico, perché il netto è più basso, cosa cambia nel 2026 e cosa deve fare il datore di lavoro.
In sintesi
Quando arriva: con la busta paga di dicembre; la data esatta dipende dal contratto collettivo applicato.
Come si calcola: retribuzione mensile lorda × mesi lavorati ÷ 12.
Mese “pieno”: nella maggior parte dei contratti conta come intero il mese con almeno 15 giorni di lavoro.
Tasse: contributi e IRPEF, senza detrazioni; per questo il netto è più basso.
Novità 2026: la seconda aliquota IRPEF scende dal 35% al 33%; nessuna detassazione specifica per la tredicesima di quest’anno.
Che cos’è la tredicesima e a chi spetta
La tredicesima è una mensilità aggiuntiva della retribuzione, chiamata anche “gratifica natalizia”. È prevista dai contratti collettivi e, per i lavoratori dell’industria, dal D.P.R. 28 luglio 1960, n. 1070. Spetta a tutti i lavoratori dipendenti: a tempo indeterminato e determinato, a tempo pieno e part-time, apprendisti compresi, oltre a colf e badanti in base al loro contratto.
Chi ha lavorato solo una parte dell’anno, perché assunto o cessato nel corso del 2026, riceve la tredicesima in proporzione ai mesi lavorati: in caso di dimissioni o licenziamento, i ratei maturati vengono pagati con l’ultima busta paga.
Tredicesima 2026: quando arriva
Per i dipendenti privati non esiste una data unica fissata per legge: la tredicesima si paga di norma con lo stipendio di dicembre e molti contratti collettivi prevedono il pagamento entro le festività natalizie. La data precisa dipende dal CCNL e dalle prassi dell’azienda. Pensionati e dipendenti pubblici seguono invece calendari propri, comunicati dagli enti che pagano.
Nel calcolo rientrano gli elementi fissi e continuativi della retribuzione, come paga base, contingenza e scatti di anzianità. Non rientrano invece straordinari, rimborsi spese e voci occasionali. Nella maggior parte dei contratti la frazione di mese pari o superiore a 15 giorni si considera come mese intero.
La tredicesima matura anche durante ferie, malattia, infortunio e maternità obbligatoria, mentre in genere non matura nei periodi di congedo parentale facoltativo e di aspettativa non retribuita. Per il part-time l’importo è proporzionato all’orario.
Due esempi pratici
Situazione
Tredicesima lorda
Stipendio lordo di 2.000 € al mese, tutto l’anno (12 mesi)
2.000,00 €
Stipendio lordo di 2.000 € al mese, assunto il 1° marzo 2026 (10 mesi)
1.666,67 €
Quanto resta netto: perché la tredicesima è più bassa
Dalla tredicesima lorda si sottraggono prima i contributi previdenziali a carico del lavoratore, di norma circa il 9,19% per i dipendenti del settore privato. Sull’importo che resta si applica l’IRPEF con gli scaglioni 2026:
23% fino a 28.000 euro;
33% da 28.000 a 50.000 euro;
43% oltre 50.000 euro.
La differenza rispetto a uno stipendio normale è che sulla tredicesima non si applicano le detrazioni per lavoro dipendente, già distribuite sulle dodici mensilità. Per questo il netto della tredicesima è quasi sempre inferiore a quello di una busta paga ordinaria.
Esempio indicativo, stipendio lordo di 2.000 € al mese per tutto l’anno: tredicesima lorda 2.000 €, contributi circa 184 €, IRPEF al 23% circa 418 €, netto di circa 1.400 €. È una stima semplificata: il risultato reale dipende dal contratto, dalla situazione personale e dal conguaglio di fine anno.
Le novità della tredicesima 2026
IRPEF più leggera per i redditi medi: dal 1° gennaio 2026 la seconda aliquota scende dal 35% al 33% per i redditi tra 28.000 e 50.000 euro (legge n. 199/2025). L’effetto si vede anche sulla tredicesima.
Nessuna detassazione specifica: la tredicesima di dicembre 2026 è tassata in modo ordinario. Nel dibattito sulla Legge di Bilancio 2027 si è parlato di una possibile tassazione agevolata, ma al momento è solo un’ipotesi e non riguarderebbe la tredicesima di quest’anno.
Attenzione agli altri importi di dicembre: nella busta paga di fine anno possono comparire arretrati contrattuali, premi o voci con tassazione agevolata, oltre al conguaglio di fine anno, che può aumentare o ridurre il netto.
Tredicesima 2026: cosa deve fare il datore di lavoro
Per l’azienda la tredicesima non è solo un importo in più da pagare. A fine anno il datore di lavoro deve:
calcolare correttamente i ratei di ogni dipendente, tenendo conto di assunzioni, cessazioni, part-time, assenze e regole del CCNL;
inserire la tredicesima nel cedolino e nel Libro Unico del Lavoro;
versare con F24, entro il 16 gennaio, contributi e ritenute e dichiararli nella denuncia UniEmens;
gestire il conguaglio fiscale e contributivo di fine anno, che spesso si svolge proprio con la busta paga di dicembre;
pianificare la liquidità: a dicembre il costo del personale è di fatto doppio.
Un errore nel calcolo dei ratei o nei versamenti può tradursi in contestazioni dei dipendenti e sanzioni. Con il servizio di elaborazione paghe online di Studio Carafa tredicesima, conguagli e F24 sono calcolati da consulenti del lavoro e li trovi pronti nell’area riservata.
Domande frequenti sulla tredicesima 2026
Quando arriva la tredicesima 2026 per i dipendenti privati?
Di norma con lo stipendio di dicembre, entro le festività natalizie. La data precisa dipende dal contratto collettivo applicato e dalle prassi dell’azienda.
Come si calcola la tredicesima?
Si moltiplica la retribuzione mensile lorda per i mesi lavorati nell’anno e si divide per 12. Nella maggior parte dei contratti la frazione di mese di almeno 15 giorni conta come mese intero.
Perché la tredicesima netta è più bassa dello stipendio?
Perché sulla tredicesima si pagano contributi e IRPEF, ma non si applicano le detrazioni per lavoro dipendente, già distribuite sulle dodici mensilità ordinarie.
La tredicesima 2026 è detassata?
No. La tredicesima di dicembre 2026 è tassata con l’IRPEF ordinaria. Dal 2026 però la seconda aliquota IRPEF scende dal 35% al 33% per i redditi tra 28.000 e 50.000 euro.
La tredicesima spetta anche durante la malattia o la maternità?
Sì, in generale matura anche durante ferie, malattia, infortunio e maternità obbligatoria. Di norma non matura invece nei periodi di congedo parentale facoltativo e di aspettativa non retribuita.
Cosa succede alla tredicesima se il rapporto di lavoro finisce prima di dicembre?
Il lavoratore riceve i ratei di tredicesima maturati fino alla cessazione, pagati con l’ultima busta paga insieme alle altre competenze di fine rapporto.
Tredicesima e conguagli senza pensieri
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Articolo aggiornato a novembre 2026, a cura di Simona Carafa, consulente del lavoro iscritta all’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Taranto, Studio Carafa. Riferimenti: D.P.R. 28 luglio 1960, n. 1070; legge n. 199/2025 (Legge di Bilancio 2026), art. 1, comma 3. Approfondimento sulle aliquote: Euroconference News. Gli importi degli esempi sono indicativi. Le informazioni hanno carattere generale e non sostituiscono una consulenza professionale.
Tredicesima 2026: quando arriva, come si calcola e quanto resta netto
La tredicesima 2026 spetta a tutti i lavoratori dipendenti e si riceve di norma con lo stipendio di dicembre, entro le festività natalizie. Si calcola dividendo la retribuzione mensile per dodici e moltiplicando il risultato per i mesi lavorati nell’anno. Il netto è quasi sempre più basso di uno stipendio normale, perché sulla tredicesima si pagano contributi e IRPEF ma non si applicano le detrazioni.
In questa guida vediamo quando arriva, come si calcola con un esempio pratico, perché il netto è più basso, cosa cambia nel 2026 e cosa deve fare il datore di lavoro.
In sintesi
Che cos’è la tredicesima e a chi spetta
La tredicesima è una mensilità aggiuntiva della retribuzione, chiamata anche “gratifica natalizia”. È prevista dai contratti collettivi e, per i lavoratori dell’industria, dal D.P.R. 28 luglio 1960, n. 1070. Spetta a tutti i lavoratori dipendenti: a tempo indeterminato e determinato, a tempo pieno e part-time, apprendisti compresi, oltre a colf e badanti in base al loro contratto.
Chi ha lavorato solo una parte dell’anno, perché assunto o cessato nel corso del 2026, riceve la tredicesima in proporzione ai mesi lavorati: in caso di dimissioni o licenziamento, i ratei maturati vengono pagati con l’ultima busta paga.
Tredicesima 2026: quando arriva
Per i dipendenti privati non esiste una data unica fissata per legge: la tredicesima si paga di norma con lo stipendio di dicembre e molti contratti collettivi prevedono il pagamento entro le festività natalizie. La data precisa dipende dal CCNL e dalle prassi dell’azienda. Pensionati e dipendenti pubblici seguono invece calendari propri, comunicati dagli enti che pagano.
Come si calcola la tredicesima 2026
La formula è semplice:
Nel calcolo rientrano gli elementi fissi e continuativi della retribuzione, come paga base, contingenza e scatti di anzianità. Non rientrano invece straordinari, rimborsi spese e voci occasionali. Nella maggior parte dei contratti la frazione di mese pari o superiore a 15 giorni si considera come mese intero.
La tredicesima matura anche durante ferie, malattia, infortunio e maternità obbligatoria, mentre in genere non matura nei periodi di congedo parentale facoltativo e di aspettativa non retribuita. Per il part-time l’importo è proporzionato all’orario.
Due esempi pratici
Quanto resta netto: perché la tredicesima è più bassa
Dalla tredicesima lorda si sottraggono prima i contributi previdenziali a carico del lavoratore, di norma circa il 9,19% per i dipendenti del settore privato. Sull’importo che resta si applica l’IRPEF con gli scaglioni 2026:
La differenza rispetto a uno stipendio normale è che sulla tredicesima non si applicano le detrazioni per lavoro dipendente, già distribuite sulle dodici mensilità. Per questo il netto della tredicesima è quasi sempre inferiore a quello di una busta paga ordinaria.
Esempio indicativo, stipendio lordo di 2.000 € al mese per tutto l’anno: tredicesima lorda 2.000 €, contributi circa 184 €, IRPEF al 23% circa 418 €, netto di circa 1.400 €. È una stima semplificata: il risultato reale dipende dal contratto, dalla situazione personale e dal conguaglio di fine anno.
Le novità della tredicesima 2026
Tredicesima 2026: cosa deve fare il datore di lavoro
Per l’azienda la tredicesima non è solo un importo in più da pagare. A fine anno il datore di lavoro deve:
Un errore nel calcolo dei ratei o nei versamenti può tradursi in contestazioni dei dipendenti e sanzioni. Con il servizio di elaborazione paghe online di Studio Carafa tredicesima, conguagli e F24 sono calcolati da consulenti del lavoro e li trovi pronti nell’area riservata.
Domande frequenti sulla tredicesima 2026
Quando arriva la tredicesima 2026 per i dipendenti privati?
Di norma con lo stipendio di dicembre, entro le festività natalizie. La data precisa dipende dal contratto collettivo applicato e dalle prassi dell’azienda.
Come si calcola la tredicesima?
Si moltiplica la retribuzione mensile lorda per i mesi lavorati nell’anno e si divide per 12. Nella maggior parte dei contratti la frazione di mese di almeno 15 giorni conta come mese intero.
Perché la tredicesima netta è più bassa dello stipendio?
Perché sulla tredicesima si pagano contributi e IRPEF, ma non si applicano le detrazioni per lavoro dipendente, già distribuite sulle dodici mensilità ordinarie.
La tredicesima 2026 è detassata?
No. La tredicesima di dicembre 2026 è tassata con l’IRPEF ordinaria. Dal 2026 però la seconda aliquota IRPEF scende dal 35% al 33% per i redditi tra 28.000 e 50.000 euro.
La tredicesima spetta anche durante la malattia o la maternità?
Sì, in generale matura anche durante ferie, malattia, infortunio e maternità obbligatoria. Di norma non matura invece nei periodi di congedo parentale facoltativo e di aspettativa non retribuita.
Cosa succede alla tredicesima se il rapporto di lavoro finisce prima di dicembre?
Il lavoratore riceve i ratei di tredicesima maturati fino alla cessazione, pagati con l’ultima busta paga insieme alle altre competenze di fine rapporto.
Tredicesima e conguagli senza pensieri
Sei un datore di lavoro? Affidaci le buste paga: calcoliamo ratei, contributi e conguagli per te, a Taranto e online in tutta Italia.
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